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DISABILITÀ E VALUTAZIONE

Quanto è diffuso nella scuola?

Quanto impatta sulla vita scolastica degli alunni?

IL CONTESTO

Il comma 3 dell’art 15 dell’O.M. 21/05/2001 , riguarda la possibilità di tarare la valutazione del rendimento scolastico degli studenti con disabilità psichica. Questa possibilità è resa  possibile sulla base del raggiungimento di “obiettivi conformi” rispetto a quelli della classe. Naturalmente il ragazzo dovrà partecipare allo stesso programma scolastico dei compagni, solo con quelli che comunemente vengono chiamati “obiettivi minimi”. Con tempi e metodologie adeguate a questi ragazzi, capaci comunque di  apprendere , è consentito di fare il loro percorso di studi, conseguire il diploma,  nonostante le loro difficoltà di apprendimento.

Il comma 4 dello stesso articolo prevede invece una valutazione differenziata per coloro che, avendo forse disabilità a basso funzionamento, possano in ogni caso vedersi garantiti il loro diritto allo studio e frequentare le scuole superiori. Seguendo una programmazione differenziata, adatta alle loro necessità educative, al termine dei cinque anni, la Scuola rilascerà non il Diploma di Stato ma un Attestato di Frequenza.

IL FATTO

Cosa succede però se ad un ragazzo che presenta:

  • una documentata lieve disabilità cognitiva,
  • una non compromissione delle facoltà di apprendimento,
  • la capacità di comprendere concetti informazioni e acquisire abilità relativamente alle varie materie, pur necessitando di tempi e metodologie personalizzate

viene ripetutamente ricordato che “non sarà mai in grado di prendersi il diploma” e che l’unica soluzione presentata alla famiglia è il comma 4,  perché … “altrimenti tanto il loro figlio non ce la farà mai”?

RIFLESSIONI

Ci rendiamo conto che sia una sfida lavorare con i ragazzi che faticano a comprendere.

Sappiamo bene che un consiglio di classe in una situazione di questo tipo, dove la disabilità sfuma, debba mettersi in gioco ad un livello che non può essere il semplice insegno-verifico.

Comprendiamo che spesso i tratti di personalità del ragazzo potrebbero complicare le cose, in quanto richiedono una costante attenzione ai livelli motivazionali e alla modulazione delle emozioni.

Però non possiamo fare a meno di chiederci se questi insegnanti si rendano conto che la partita non può giocarsi solo sulla valutazione e che non si può concludere alla chiusura del ciclo scolastico.

Non possiamo fare a meno di pensare all’effetto che può avere su questi ragazzi essere stati messi davanti ad uno specchio in cui la loro immagine riflessa diceva: “sei incapace di!”.

E allora se da questi ragazzi esce fuori demotivazione, svogliatezza, scarso impegno questi insegnanti sono responsabili:

  • quanto le famiglie, che loro “accusano” di negligenza;
  • quanto i ragazzi, che loro “denunciano” per le troppe assenze;
  • quanto una scuola, che loro “valutano” non essere sufficientemente buona.

Si chiama Effetto Golem, ossia: come tiro fuori il peggio dalle persone se non credo in loro!

Laboratorio Imparo ad imparare

 

Valutazione e Disabilità
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