/ Blog

Scuola dell’infanzia e metafonologia. Cerchiamo di capire insieme i come e i perché dell’importanza di questa attività. Riportiamo alcune riflessioni tratte da diversi autori e documenti, sulla necessità delle attività di metafonologia nella scuola dell’infanzia.

Le Indicazioni Nazionali per il curriculo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo di Istruzione, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (settembre 2012) (p.21).

Ci dicono che per i traguardi utili allo sviluppo della competenza, nel paragrafo “I discorsi e le parole”:

il bambino sperimenta rime, filastrocche, drammatizzazioni; inventa nuove parole, cerca somiglianze e analogie tra suoni e significati. Questo avviene all’interno di attività che, come specificato “incoraggiano il progressivo avvicinarsi del bambino alla lingua scritta e motivano un rapporto positivo con la lettura e la scrittura”.

Dalle Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento Ministero dell’Istruzione,  dell’Università e della Ricerca 2011 p. 11.

Apprendiamo che: il linguaggio è il miglior predittivo delle difficoltà di lettura, per questo è bene proporre ai bambini esercizi linguistici – ovvero “operazioni metafonologiche” – sotto forma di giochi.

Le operazioni metafonologiche richieste per scandire e manipolare le parole a livello sillabico sono accessibili a bambini che non hanno ancora avuto un’istruzione formale ed esplicita del codice scritto.

L’operazione metafonologica a livello sillabico (scandire per esempio la parola cane in ca-ne) consente una fruibilità del linguaggio immediata, in quanto la sillaba ha un legame naturale con la produzione verbale essendo coincidente con la realtà dei singoli atti articolatori (le due sillabe della parola ca-ne corrispondono ad altrettanti atti articolatori nell’espressione verbale ed è quindi molto facilmente identificabile)

Da Giocare con le parole,  Perrotta e Brignola, Erikson ed. (da Introduzione pp.7-10)

invece leggiamo che:

Molte delle attività svolte alla Scuola dell’Infanzia hanno come finalità l’acquisizione del prerequisiti necessari al bambino per poter affrontare in seguito, con successo, l’apprendimento della letto-scrittura. Tale apprendimento inizia e procede percorrendo due strade parallele tra loro e di uguale importanza.

Mentre il primo percorso sviluppa le capacità visuo-percettive e grafo-motorie, propedeutiche all’aspetto esecutivo della letto-scrittura, il secondo stimola nel bambino le competenze linguistiche in generale: fluidità e precisione articolatoria, consapevolezza fonologica, comprensione e precisione articolatoria, consapevolezza fonologica, comprensione e produzione di messaggi verbali sempre più complessi, arricchimento del lessico e della sintassi. (…)

Per consapevolezza fonologica si intende la capacità di riflessione sull’aspetto sonoro delle parole (…) rendendo possibile individuare, distinguere, analizzare e confrontare i suoni che compongono le parole. (Queste abilità) favoriranno grandemente il bambino quando verrà a contatto con la loro veste grafica, le lettere, e quindi con la parola scritta.

Queste attività acquisiscono inoltre un’importanza fondamentale nella prevenzione dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). Molti autori infatti correlano le difficoltà a riflettere sulla forma verbale in età prescolare con disturbi specifici dell’apprendimento della letto-scrittura.

Avviamento alla lettura, Cali, Alberti e Laganà, Erickson.

Da qui rileviamo che:

Per imparare a leggere è necessario saper fare una grande quantità di cose. (…) (p.9)

Per leggere è necessario (tra le altre cose) analizzare, riconoscere e discriminare i suoni. (p11)

(…) questo lavoro sistematico sui suoni può avvenire già a livello orale (anzi alcuni sostengono che deve avvenire prima a livello orale) e quindi può avvenire durante la permanenza del bambino nella scuola dell’Infanzia. (…)

La percezione e la discriminazione dei fonemi a livello orale consiste nella capacità di segmentare le parole ascoltate e pronunciate, indipendentemente con dal loro collegamento alle lettere dell’alfabeto. (p.48)

(…) qualcuno potrebbe sostenere che è inutile perdere tempo su queste attività dal momento che dopo che il bambino avrà imparato a leggere sicuramente acquisterà sensibilità fonologica (…)

Tuttavia, è probabilmente meglio possedere prima queste conoscenze: il processo di lettura si avvierà in modo più semplice, più efficace, con minori rischi di difficoltà e insuccesso, e anche la padronanza del significato verrà acquisita più facilmente. (p.41)

Dunque laboratori e attività metafonologiche per i nostri bimbi!

Share this Post